A cosa serve lo streaming dei consigli comunali

Ieri sera si  è svolto a Pioltello un consiglio comunale di particolare rilievo, essendo in discussione le conseguenze politico – amministrative del recente arresto del sindaco. La presenza dei cittadini in aula è perciò balzata dalla solita trentina di affezionati a circa duecento persone.  La visione del consiglio in streaming audiovideo via internet ha dato i seguenti risultati:

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La cosa che balza all’occhio è che la partecipazione via internet ha avuto il medesimo andamento (relativo ed assoluto) delle presenze in aula, passando da circa 25 visualizzazioni a oltre 200, confermando l’impressione che lo streaming moltiplica la partecipazione senza “pomparla”:  permette cioè a cittadini interessati alla politica ma che non vengono abitualmente in aula di partecipare al consiglio, ma non trasforma il consiglio in uno “spettacolo” di massa.

Un buon risultato, dunque, che potrà essere certamente migliorato ad esempio da un miglioramento della qualità delle immagini, oggi ancora troppo bassa.  Di ciò si occuperà il prossimo Assessore alla Innovazione visto che gli orientamenti politici emersi nel consiglio di ieri sera fanno presagire che il mio mandato sia ormai giunto a conclusione.

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La nuova videosorveglianza di Pioltello

Settimana scorsa abbiamo acceso il nuovo sistema di videosorveglianza del territorio di Pioltello: 23 telecamere dislocate nei diversi quartieri della città, per migliorare la sicurezza reale e percepita.

Rispetto al precedente, il nuovo impianto monta tutte telecamere motorizzate ed in grado di vedere di notte. L’uso di ponti radio per la trasmissione delle immagini consentirà di estendere i punti di osservazione senza spendere una fortuna.  Di anno in anno cercherò di allocare nel bilancio preventivo una piccola cifra per ampliare la rete, anche attraverso accordi coi privati.  Tra questi, abbiamo firmato un accordo con 3M per la videosorveglianza del parcheggio del parco della Besozza e con RFI per la piazza della Stazione.

L’impianto è costato circa 200.000 euro (già appaltati due anni fa, ma senza poter procedere per i vincoli del Patto di Stabilità)  e in termini economici costituisce la più grande opera pubblica comunale del 2013.

L’esperienza di Pioltello fa testo

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Insieme al dirigente del settore Affari Generali del Comune di Pioltello, dott. Andrea Novaga, ho avuto il piacere di contribuire a questa pubblicazione curata da due esperti di consulenza direzionale per la Pubblica Amministrazione, Bruno Susio e Carmelo Marazia.

Nella pubblicazione, intitolata “Mappare la Strategia – dal Programma di Mandato ai risultati con la Mappa Strategica” viene illustrata la teoria della Mappa Strategica come strumento di collegamento tra promesse elettorali e azioni di governo.  Come esempio concreto di applicazione della teoria è presentata l’esperienza del Comune di Pioltello.

Progetti realizzati

In questo video girato dall’Ufficio Comunicazioni del Comune, faccio il punto su alcuni dei progetti realizzati nei primi due anni di assessorato:

Pubblicata la Mappa Strategica

Finalmente il Comune di Pioltello ha pubblicato sul sito internet la Mappa Strategica. La nostra Amministrazione Comunale ha scelto di mettere nelle mani dei cittadini uno strumento agile e di facile consultazione con cui tenere sott’occhio l’attuazione delle promesse elettorali sulla base delle quali aveva chiesto il voto.

Ogni riga della Mappa corrisponde infatti ad una “promessa” contenuta nel Programma di Mandato, accompagnata dal nome dell’assessore responsabile della sua realizzazione, dall’indicazione dello stato (in corso, completata ecc.), dalla modalità di verifica dell’attuazione e del grado di realizzazione previsto anno per anno.  La Mappa sarà sottoposta a revisione annuale.

Un’operazione di trasparenza ed un tentativo di ridare credibilità alla politica.

Clicca qui per accedere alla Mappa Strategica del Comune di Pioltello.

Streaming del Consiglio: la ricetta pioltellese

Ieri ho avuto il piacere di incontrare l’assessore Silvia Ghezzi del Comune di Cernusco sul Naviglio e Marzia Bongiorno, caposervizio informatica del medesimo Ente, per condividere con loro l’esperienza maturata a Pioltello sullo streaming delle sedute del consiglio comunale. Una buona pratica – quella della condivisione tra enti pubblici – che mi auguro di poter praticare sempre più spesso, perché i soldi pubblici spesi a Pioltello nel tempo del nostro servizio informatico possano far risparmiare denaro pubblico a Cernusco, e viceversa, senza che i cittadini (italiani) debbano pagare due volte per la messa a punto della medesima soluzione.

Colgo l’occasione di questo incontro per completare, con un semplice grafico, gli appunti che avevo già pubblicato sul progetto tecnico di streaming: il grafico sintetizza il flusso logico delle informazioni (video) a partire dalla cattura con le webcam al broadcasting, alla registrazione ed al successivo dispacciamento on demand. Nel grafico ho evidenziato lo stato attuale del progetto (righe continue) e le possibili estensioni future (in tratteggio) indicando anche i prodotti o servizi software attualmente utilizzati. Come sempre, mi si può contattare attraverso questo blog per ulteriori informazioni.

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Clicca per ingrandire

Partiti i lavori per telecamere videosorveglianza e ZTL

Palo ZTL installato in via Dante a Limito

Palo ZTL installato in via Dante a Limito

Sono finalmente partiti i lavori per l’installazione delle telecamere di videosorveglianza del territorio e per il controllo del traffico nelle due ZTL di Pioltello e Limito.

Per le  ZTL in questi giorni sono spuntati i pali dove verranno collocate le telecamere, in grado di fotografare le targhe dei veicoli in transito e segnalare al comando della Polizia Locale quelle non autorizzate al passaggio.

Per la videosorveglianza, sono in allestimento i ponti radio e le nuove telecamere motorizzate ed ad infrarossi; il nuovo impianto porterà i punti di osservazione dall’attuale decina a oltre venti.

Sono entrambi progetti appaltati più di due anni fa per un totale di circa 400.000 euro  e rimasti congelati fino ad oggi dai vincoli del patto di stabilità. Ora finalmente sono in via di allestimento. Si prevede di attivare entrambi gli impianti per il prossimo autunno.

Per le ZTL ci sarà necessariamente un periodo di sperimentazione di almeno un mese, imposto dalla legge, in cui fotografare senza multare. Per la videosorveglianza invece le immagini saranno immediatamente rese disponbili al comando della Polizia Locale.

Il cloud e le PA

Le Pubbliche Amministrazioni (PA) sono sempre più interessate al cloud, spinte dalla necessità di ridurre costi dei servizi e del personale ICT interno.

Lo scorso anno DigitPA ha rilasciato delle Raccomandazioni per aiutare le PA nella scelta dei fornitori di servizi cloud. Il documento è molto interessante, anche come supporto alla formazione dei buyer e del personale tecnico, perché contiene un’ampia parte introduttiva che sintetizza le caratteristiche dell’attuale offerta cloud. Indica inoltre alcune normative – nazionali e europee – di riferimento.

Del documento, di cui consiglio la lettura integrale per i motivi sopra accennati, riporto qui una parte delle raccomandazioni finali, che sintetizza l’approccio generale ed alcuni requisiti non banali da verificare nel confronto coi fornitori.Pubblica-Amministrazione-valutazione-rischi-e-benefici

“Le PA devono avvicinarsi ai servizi cloud privilegiando atteggiamenti orientati alla prudenza e alla consapevolezza come suggerito, tra gli altri, dal Garante per la protezione dei personali ed ENISA. Entrambe le istituzioni raccomandano un’attenta valutazione dei rischi legati alla fruizione di servizi IT in modalità cloud computing al fine di preservare confidenzialità e integrità dei dati dei cittadini, l’integrità e la continuità dei servizi loro offerti, il loro diritto alla privacy ed infine e più in generale l’interesse e la sicurezza nazionale”

“L’infrastruttura di un fornitore di servizi cloud deve garantire che i servizi cloud possano essere trasferiti su piattaforme di fornitori differenti (…) così da evitare il rischio di legarsi ad un unico cloud provider. I requisiti di portabilità devono essere realizzati attraverso l’adozione di standard per i diversi elementi che compongono il servizio. I principali standard di portabilità per il cloud sono: Cloud Data Management Interface (CDMI) e Open Virtualization Format (OVF).”

“Si riscontra un’obiettiva difficoltà di applicare al cloud i tradizionali schemi della vigente normativa in materia di tutela dei dati personali. Ad esempio, non è scontato che il cloud provider sia da ritenersi correttamente un Responsabile esterno del trattamento. Questo fatto, abbinato alla varietà dei dati trattati (dati ‘comuni’, sensibili, giudiziari ecc.), agli ambiti di trattamento ed alle caratteristiche dei servizi cloud, fa sì che la migrazione di dati personali nel cloud da parte della pubblica amministrazione non possa essere affrontata in senso astratto o generico, ma vada attentamente analizzata e calibrata sulle esigenza e le caratteristiche dello specifico trattamento. È quindi preventivamente necessario individuare, caso per caso, quali tipologie di dati e di trattamenti si intenda migrare, definire i relativi obblighi e responsabilità in capo alla pubblica amministrazione ed al cloud provider e verificare che siano chiaramente riflessi nel contratto di fornitura cloud. Si raccomanda in particolare di ricorrere a specifici Privacy Level Agreement (PLA) che definiscano i livelli e le garanzie relative alla tutela e alla sicurezza dei dati personale da parte del fornitore di servizi cloud (…) ad esempio: modalità di cifratura dei dati e di controllo da parte dell’amministrazione, limitazioni al trasferimento dei dati, tracciabilità delle azioni sui dati e delle relative responsabilità, garanzie di portabilità e politiche di persistenza e di conservazione dei dati.”

Aggiornato lo stato dei Progetti

BiciPedalaHo aggiornato lo stato dei Progetti che sto seguendo come Assessore.

Tra questi Progetti c’è anche la Mappa Strategica, che è lo strumento scelto dall’Amministrazione Comunale di Pioltello per pianificare e rendicontare sullo stato di avanzamento del Programma di Mandato.

Quindi per gli aggiornamenti futuri dei Progetti potrò fare puntuale riferimento agli obiettivi indicati nella Mappa, in modo che sia chiara la coerenza tra quanto descritto in dettaglio in questo blog e quanto perseguito dalla Amministrazione.

Nota alla foto:

Ho voluto la bici ed adesso pedalo. E sono ancora fortunato che Pioltello è in Pianura Padana e non in montagna!

Dove abitano i pioltellesi

Come Amministrazione Comunale, stiamo affrontando da tempo una serie di problemi legati ai grandi condomini popolari della città, principalmente concentrati al Satellite ed in Piazza Garibaldi ma non solo, che presentano talvolta  situazioni debitorie importanti verso fornitori di servizi essenziali come il gas, poca chiarezza sulla situazione abitativa (quanta gente vi abita? a che titolo?), un degrado più o meno accentuato delle strutture.  Problemi differenti ma evidentemente legati tra loro. Una situazione complicata dal fatto che Pioltello ha circa il 23% di residenti non italiani, una fascia di popolazione caratterizzata da alta mobilità e reddito più basso.

Casa-de-família

Una delle iniziative in corso a proposito e di cui mi sto occupando come assessore ai servizi civici è una più precisa localizzazione dei cittadini negli appartamenti. Oggi nell’anagrafe ogni nucleo familiare è  registrato come abitante in un numero civico accompagnato talvolta dall’indicazione del piano o della scala.  Se confrontiamo questo dato sulle persone (proveniente dal’anagrafe) con quello sugli appartamenti (risultante dal catasto comunale), emergono situazioni strane, ad esempio – caso reale – otto nuclei familiari su un piano dove ci sono solo quattro appartamenti: si tratta di un dato anagrafico non aggiornato, di coabitazione (lecita) o di subaffitto irregolare (illecito)?

Poiché non è pensabile un controllo porta per porta  date le dimensioni della città, stiamo analizzando la possibilità di associare ad ogni nucleo familiare il codice dell’appartamento occupato: così, invece che limitarci a sapere che Mario Rossi abita in via Milano 26, sapremo che occupa esattamente l’appartamento XYZ  al piano secondo.

Per il Comune, questa informazione può portare  importanti benefici su diversi aspetti, tra cui:

  • il pagamento di tasse e tributi legati alla casa
  • il sovraffollamento e il subaffitto in nero, col fenomeno dell’affitto dei posti letto
  • il dimensionamento del fenomeno dello coabitazioni per motivi economici, con particolare attenzione alle giovani coppie obbligate a vivere coi genitori
  • una più veloce cancellazione dall’anagrafe delle persone migrate all’estero (ad ogni censimento nazionale, dalla nostra anagrafe scompaiono un migliaio di persone)

Allo scopo abbiamo avviato l’incrocio tra anagrafe e dati  TARSU (che legano la persona all’appartamento) e  stiamo verificando la possibilità di chiedere all’atto dell’iscrizione all’anagrafe  i dati catastali dell’appartamento in cui si andrà ad abitare. Questa nuova procedura richiederà probabilmente la modifica di diversi procedimenti comunali (es. cambio residenza) ma potrebbe in prospettiva dare grandi benefici all’Ente ed al cittadino.

 

 

 

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